Una conoscente

scritto da Paulus
Scritto 14 ore fa • Pubblicato 2 ore fa • Revisionato 2 ore fa
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Autore del testo Paulus

Testo: Una conoscente
di Paulus

“Sei tu?” chiesi, accedendo allo stambugio lugubre e cupo, dove Mesalina consumava quel che le restava del tempo. Un letto, due coperte, lenzuola arruffate e untuose, il copriletto usato come federa di un guanciale informe. Non rispose; perciò, alzando la voce, domandai: “C'è qualcuno? Mesalina, dove sei?” Sullo sfondo si profilò l'ombra allungata, emaciata, immobile. “Non dici niente? Come stai oggi? Ti vedo bene,” aggiunsi con tono sobrio per non angosciarla. Non fece motto, ma si adagiò sul materasso. Il vano era quadrangolare, le pareti erano aggrumate, di un gialliccio che, nelle cantonate, incupiva. Un'apertura angusta lasciava trapelare quel tanto di luce che consentiva di distinguere gli oggetti e di muoversi senza brancolare. Mi sedetti accanto a lei, intrecciando le mie dita con le sue per rassicurarla e per quanto significasse quel gesto. Ma subito si ritirò con un gesto di stizza, brutale, come se avesse subito un torto. Di punto in bianco sussurrò, rimuginando: “Le giornate sono lunghe quando si passa il tempo tra quattro mura; sono interminabili, ti tenta la brama di chiudere gli occhi e non riaprirli più...” Una geremiade di parole e frasi sconnesse, cui è inverosimile conferire un senso. Quando mi raddrizzai per allontanarmi si rannicchiò tra le trapunte leggere. Non avrei mai più rivisto Mesalina, ma il suo aspetto è ancora vivido nella memoria a distanza di anni.
Una conoscente testo di Paulus
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